OTI NORD - Nodo autostradale genovese: potenziamento

Nodo autostradale genovese: potenziamento

ultimo aggiornamento: 20/05/2021 | settore: Viabilità
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Descrizione Progetto

Tenuto conto dei limiti strutturali e di saturazione dell'attuale rete autostradale genovese, il riassetto del nodo tende a soddisfare le seguenti esigenze funzionali: * Separazione dei flussi di traffico metropolitani e passanti sulla direttrice nord-sud (A12) * Raddoppio nel tratto metropolitano del Ponente (A10) * Sostituzione e rettifica dei tratti obsoleti sulla direttrice Genova-Milano (A7) *Aumento dei livelli di servizio delle aree connesse, in particolare dell'accesso alle infrastrutture portuali Il progetto definitivo dell'opera prevede 33,3 Km di tracciato (di cui il 90%) in galleria.

Soggetti coinvolti

Ministeri Infrastrutture e Ambiente, Anas, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comuni, Provv. Regionale alle OO.PP, Soc. Autostrade per l'Italia, Autorità Portuale

Cronoprogramma

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Dettagli prossima fase

I tempi di realizzazione della "Gronda di ponente" sono stimati in circa 10 anni dall'apertura dei cantieri. La data di ultimazione del "Nodo di San Benigno" è prevista nel 2023.

Copertura finanziaria

  • Disponibili 1.850 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 1.350 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Progetto definitivo

Progettazione

Il 6 giugno 2003 la Regione Liguria ha promosso l'avvio delle procedure di cui all'art 3 del Decreto Legislativo 190/02 depositando un documento di inquadramento complessivo del nodo autostradale al fine di fornire indicazioni utili alla progettazione preliminare ad ogni singola tratta. Nel mese di giugno 2003 è stata presentata a Ministero Infrastrutture ed Anas una proposta per la "Gronda di Levante" da Ili, Banca Carige e Effe Investimenti, ritenuta non ammissibile da Anas. Il 10 dicembre 2003 è stato raggiunto un accordo tra Anas, Soc. Autostrade, Regione, Comune e Provincia sulla scelta del tracciato e delle modalità esecutive della Gronda di Ponente (17 chilometri, in gran parte in galleria, costo totale 2,4 miliardi di euro). Il progetto prevede una nuova autostrada da Vesima a Bolzaneto, quasi interamente in galleria, il rifacimento della carreggiata nord della A7, fra Genova Ovest e Bolzaneto con potenziamento della A12 fino alla barriera di Genova Est, il potenziamento del “Nodo di San Benigno” (di cui si dirà in seguito) che connette la viabilità locale con il casello di Genova Ovest. Il completamento dell’opera richiederà circa 10 anni di lavoro dall’apertura dei cantieri.

Il 13 ottobre 2004 è stata presentata dall'Anas la soluzione concordata in sede di tavolo tecnico comprensiva anche del tunnel di Rapallo. Successivamente alle elezioni regionali e comunali, le scelte progettuali seguite (in particolare l'attraversamento in subalveo del torrente Polcevera) sono state poste in discussione ed è in corso una ulteriore elaborazione del progetto preliminare. Il 3 agosto 2006 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Anas, Regione Liguria, Provincia, Comune e Autorità Portuale di Genova e ed Autostrade per l'Italia che ha individuato nella Gronda di Ponte e nel nodo di S.Benigno i due interventi prioritari. Successivamente si è chiesto che l'attività di progettazione venga estesa anche al nuovo tratto della A7 fino alla congiunzione con la A12 e all'accesso per il porto di Voltri. A seguito di un Dibattito Pubblico voluto dal Comune di Genova e conclusosi a aprile 2009, ASPI ha formulato una proposta definitiva di tracciato, comprensiva del nodo di San Benigno, che è stata approvata dal Consiglio Comunale di Genova e resa oggetto di un nuovo protocollo d'intesa sottoscritto l'8 febbraio 2010. il progetto definitivo è stato inviato ad ANAS per validazione tecnica (settembre 2011). Il progetto quindi è stato sottoposto al Ministero dell’Ambiente per procedura di VIA che si è conclusa positivamente nel corso del 2013. Con Decreto del 23 gennaio 2014, il Ministero dell’Ambiente e di Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ha dichiarato la compatibilità ambientale del progetto definitivo di realizzazione del “Nodo stradale ed autostradale di Genova adeguamento sistema A7-A10-A12” ricadente nel territorio del comune di Genova, presentato dalla società Autostrade per l’Italia S.p.a. nel rispetto di una serie di prescrizioni riportate. Avverso tale Decreto è stato presentato ricorso al TAR da Autostrade per l’Italia la quale non ha condiviso alcune prescrizioni ritenendole di portata tale da stravolgere l’opera. In data 29 aprile 2014 il TAR ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da Autostrade per l’Italia contro Decreto del Ministero dell’Ambiente di pronuncia di compatibilità ambientale. Con provvedimento del Direttore Generale del Ministero dei Trasporti è stata quindi convocata per il 17 ottobre 2014 la Conferenza dei servizi nazionale. L’approvazione definitiva doveva essere deliberata nella successiva riunione convocata per il giorno 12 dicembre 2014 ma rinviata al 23 gennaio 2015 su richiesta della società Autostrade motivata dalla necessità di raggiungere una preventiva intesa con un concessionario demaniale (Ilva) al fine di definire le modalità di attraversamento dello stabilimento necessario al fine di conferire il materiale da scavo nel canale di calma dell’aeroporto. Il 27 maggio 2015 con Decreto del Ministero dei Trasporti (intesa Stato-Regioni di cui al DPR n. 383/1994) si è formalmente conclusa la Conferenza dei Servizi che approva il progetto definitivo della variante al nodo autostradale genovese. In base a tale Decreto la società Autostrade per l’Italia dovrà provvedere a redigere il progetto esecutivo recependo le prescrizioni emerse in sede di Conferenza dei servizi. Allo stato rimangono invariati i tempi per l’esecuzione dell’opera, fissati in 102 mesi. Il 26 aprile 2016 Autostrade per l’Italia ha trasmesso il progetto definitivo adeguato alle prescrizioni del Decreto di compatibilità ambientale (Decreto di VIA n. 28 del 23 gennaio 2014) e del provvedimento finale di Intesa Stato-Regione Liguria (n. 4236 del 27 maggio 2015), si è formalmente completato l’iter approvativo con il con Decreto n. 15802 del 7 settembre 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sancisce la pubblica utilità dell’opera. 

Premesso che il progetto esecutivo è stato acquisito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti nel corso del 2018, si registra una sostanziale situazione di stallo. Nella previsione di Autostrade per l’Italia i cantieri propedeutici all’avvio dei lavori sarebbero dovuti essere allestiti entro la fine del 2018. Nel corso del 2018 il Ministero delle Infrastrutture, sulla scorta di quanto fatto per il “Terzo Valico”, ha ritenuto opportuno avviare un’analisi costi-benefici dell’opera per valutarne l’opportunità della realizzazione.  L'8 agosto 2019 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso nota l'analisi costi-benefici effettuata dai tecnici del Ministero. In sintesi dall'analisi emerge la necessità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti in termini trasportistici, ambientali e finanziari.

La Gronda di Ponente vive ormai da tempo di una sostanziale situazione di stallo, dovuta al mancato raggiungimento di un’intesa politica a livello nazionale, sebbene oltre 11 anni fa’ si era concluso positivamente il dibattito pubblico tra Enti territoriali e cittadini per l’individuazione del tracciato migliore. Nell’ottobre 2019 l’aula della Camera dei Deputati ha approvato la mozione di maggioranza sulla realizzazione della Gronda di Genova con l’intento di sbloccare definitivamente l’opera ed aprire i cantieri. La situazione di empasse si è ulteriormente cristallizzata con il dibattito apertosi in merito alla revoca o meno delle concessioni autostradali agli attuali concessionari a seguito del crollo del ponte Morandi. Premesso che il 26 aprile 2016 Autostrade per l’Italia aveva trasmesso il progetto definitivo adeguato alle prescrizioni del Decreto di compatibilità ambientale (Decreto di VIA n. 28 del 23 gennaio 2014) e del provvedimento finale di Intesa Stato-Regione Liguria (n. 4236 del 27 maggio 2015), con il Decreto n. 15802 del 7 settembre 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sancisce la pubblica utilità dell’opera, si era formalmente concluso l’iter di approvazione della gronda.

Nell’aprile del 2018 è stato inoltre approvato il Piano di Convalida che ha definito gli aspetti finanziari dell’intervento, trasferendo sul concessionario le responsabilità economiche dell’intervento stesso. Peraltro nel corso del 2019 si erano praticamente completati gli espropri sui territori convolti in modo tale da poter avviare i cantieri.

Ad oggi Autostrade per l’Italia resta in attesa del via libera da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del progetto esecutivo (inviato nel 2018) per avviare i cantieri.

Il progetto prevede una nuova autostrada da Vesima a Bolzaneto, quasi interamente in galleria, il rifacimento della carreggiata nord della A7, fra Genova Ovest e Bolzaneto con potenziamento della A12 fino alla barriera di Genova Est, il potenziamento del “nodo di San Benigno” che connette la viabilità urbana con il casello di Genova-ovest. Il completamento dell’opera richiederà circa 10 anni di lavoro dall’apertura dei cantieri.

Il Piano Strategico 2020-2023 di Autostrade per l’Italia, approvato nel gennaio 2020, nell’ambito dei principali progetti per il potenziamento della rete, prevede la Gronda di Genova confermando un investimento di circa 4,2 miliardi di euro. L’opera si snoda attraverso nuovi tracciati autostradali per un totale di 65 km., 24 viadotti e 23 gallerie.

I lavori del “Nodo di San Benigno” hanno subito rallentamenti anche nel corso del 2020. L’opera - parte del complessivo progetto della “gronda di ponente” – rappresenta un importante asset viario per l’intero nodo metropolitano in quanto consente di separare i flussi dei mezzi pesanti diretti allo scalo portuale genovese da quelli propriamente urbani. Sul nodo infatti convergono l’uscita autostradale A7 di Genova-ovest, la sopraelevata cittadina, lungomare Canepa e la viabilità portuale, smistando i diversi flussi di traffico verso le rispettive destinazioni. L’intervento in sintesi elimina la commistione di flussi aventi origini e destinazioni diverse, urbano e portuale, sull’elicoidale.

Premesso che nel febbrai 2017 era stata inaugurata la nuova rampa di accesso alla sopraelevata cittadina per i veicoli provenienti da ponente, i lavori sul nodo sono proseguiti a rilento negli anni 2018 e 2019 anche per via di una parziale modifica del progetto voluta dall’amministrazione comunale (mantenimento della rampa da via Cantore alla sopraelevata e la creazione di uno svincolo a "S", soprelevato, che colleghi in maniera dedicata i mezzi pesanti in uscita dal casello di Genova-ovest con i varchi portuali). Dette modifiche apportate al secondo lotto hanno comportato l’aumento dei costo complessivo dell’opera di circa il 30% (da 21,7 mln. di euro a circa 29 mln. di euro).

Nel corso del 2020 a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del virus covid 19 ed alla necessità di effettuare importanti interventi manutentivi – imposti dal Ministero dei Trasporti sull’elicoidale di connessione della A7 con il nuovo ponte “Genova San Giorgio”, Pavimental – società del gruppo Atlantia incarica da Autostrade per l’Italia, stazione appaltante, di eseguire l’opera ha sospeso i lavori sul nodo.

I lavori sono quindi ripresi a rilento nella seconda metà del 2020, sebbene anche su quest’opera si rifletta il dibattito a livello nazionale relativo alla revoca o meno delle concessioni autostradali, dibattito che di fatto rallenta i cantieri in quanto il concessionario attende sviluppi definitivi sulla vicenda. Allo stato attuale l’ultimazione dell’opera è slittata al 2023.

 

Costo dell'Opera

3.200.000.000

Dettaglio Costi

Stima di massima degli interventi programmati, con esclusione del tunnel subportuale e delle Gronda di Levante (v. 5° rapporto della Camera dei Deputati sull'attuazione della Legge Obiettivo, apr. 2010) Sono ricompresi: Gronda di Ponente, Nodo di S.Benigno, Nuova A7 e collegamento con il porto di Voltri.

Finanziamenti disponibili

1.850.000.000

Dettaglio Finanziamenti

La parziale copertura degli interventi programmati è assicurata dal IV atto aggiuntivo alla convenzione Anas-Autostrade, da verificarsi con il costo del tracciato definitivo. E' in fase di ridefinizione il testo della Convenzione.

Criticità

Politiche

Problemi di consenso per i quartieri interessati dal tracciato e coinvolti nel Dibattito Pubblico. Si sono costituiti comitati 'No Gronda' che continuano la loro attività di avversione alla realizzazione dell'opera. Il Comune di Genova ha altresì costituito l'Osservatorio locale per la Gronda di Ponente, avente lo scopo di monitorare l'avanzamento delle varie fasi e formulare proposte per mitigarne gli impatti su territorio e cittadinanza. A livello centrale, a seguito del crollo del Ponte Motandi avvenuto il 14 agosto 2018, si è aperto un dibattito sul rinnovo delle concessioni autostradali che ha ulteriormente accresciuto la situazione di empasse circa il definitivo "sblocco" di tale opera.

Tecniche

Considerata la collocazione in ambito cittadino e lo sviluppo prevalentemente in galleria, gli aspetti tecnicamente più delicati riguardano l'allestimento dei cantieri e della relativa viabilità, lo smaltimento dei materiali di risulta e l'impatto per un periodo lungo (8 anni di lavori) sulla vita ordinaria della città. Un elemento di particolare delicatezza riguarda la rilocalizzazione delle residenze e delle attività produttive interferite, oggetto del PRIS. (Programma regionale d'intervento strategico), il cui Tavolo Tecnico è stato costituito ai sensi della l.r. n. 39/2007. L'esecuzione dell'opera prevederà la produzioni di circa 11 milioni di m3 di smarino che dovrebbero essere versati nell'attuale canale di calma dell'aeroporto. La Gronda di Levante allo stato manca di un'ipotesi progettuale.

Finanziarie

Per la Gronda di Ponente è necessario formalizzare l'aggiornamento della convenzione Anas-Autostrade per far fronte ai maggiori costi. Per la Gronda di Levante allo stato non esiste una proposta articolata anche sul piano finanziario.

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