Il progetto Hub portuale di Trieste prevede la realizzazione di una nuova piattaforma logistica portuale nell’area compresa tra lo “scalo legnami” e le aree ex Italsider (Servola), come primo nucleo dello sviluppo del porto verso Sud-Est. L’intervento punta a riqualificare aree industriali dismesse e rettificare la linea di costa attraverso la costruzione di un nuovo terminal container (denominato Molo VIII) su terrapieno artificiale. Ciò permetterà di recuperare all’uso portuale circa 250.000 m² di aree a terra (ex impianti industriali riconvertiti) e di crearne altri 140.000 m² da colmare sul mare, con banchine sostenute da pali e piastre. Questa soluzione tecnica consente tempi certi di esecuzione e l’utilizzo dello spazio sottostante per il confinamento di materiali di risulta dei dragaggi portuali. In parallelo, è previsto l’ampliamento infrastrutturale del Molo VII, per potenziare la capacità di ormeggio di navi container e lo spazio di stoccaggio sul terminal esistente.
L’iniziativa si inserisce in un piano più ampio di riconversione dell’area industriale di Servola, da tempo dismessa. Oltre alla piattaforma logistica e al nuovo Molo VIII, il progetto comprende il risanamento ambientale del sito, la creazione di una nuova stazione ferroviaria a Servola e collegamenti stradali dedicati. L’obiettivo generale è aumentare la capacità portuale di Trieste e creare un moderno polo logistico integrato, contribuendo alla competitività dello scalo e al recupero di un’area degradata. I benefici attesi includono nuovi traffici containerizzati, riduzione dell’impatto ambientale grazie a tecnologie sostenibili, e stimolo all’occupazione locale.
Il progetto è promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (AdSP MAO) in collaborazione con partner pubblici e privati. Nel 2025 è stato definito un partenariato pubblico-privato (PPP) che coinvolge l’AdSP MAO, HHLA PLT Italy S.r.l. (società terminalista del gruppo tedesco HHLA già attiva a Trieste), Logistica Giuliana S.r.l. e Icop S.p.A. (impresa di costruzioni). Anche il Gruppo Arvedi è parte del disegno complessivo: l’azienda ha ceduto l’area ex Ferriera di sua proprietà in cambio di un terreno limitrofo, dove realizzerà due nuove linee di zincatura e verniciatura, garantendo così la reindustrializzazione senza esuberi. Tra gli enti pubblici coinvolti figurano i Ministeri competenti (MIT, MEF, Ambiente, Sviluppo Economico), la Regione Friuli-Venezia Giulia, il Comune di Trieste, l’Agenzia del Demanio e l’ANPAL, che hanno sottoscritto l’Accordo di Programma per Servola.
L’operazione ha assunto dimensioni maggiori rispetto alle previsioni iniziali. Il costo complessivo della Fase 1 del Molo VIII (piattaforma logistica e prima parte del terminal) è stimato in circa 315,85 milioni di euro, di cui 206,85 milioni a carico pubblico (finanziamento statale MIT-MEF) e 109 milioni a carico dei partner privati. Tali risorse includono fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Complementare (PNC) destinati al porto di Trieste (ad esempio 180 milioni per le opere di preparazione dell’area Servola ex Ferriera e investimenti diretti dei soggetti privati per le strutture terminalistiche. In passato il progetto figurava nell’Allegato Infrastrutture al DEF 2021 con un costo indicativo di 132,43 mln€ interamente finanziato dallo Stato, ma la rimodulazione in ottica PPP e l’inclusione di interventi aggiuntivi (es. nuovi collegamenti ferroviari, elettrificazione banchine) hanno incrementato il fabbisogno finanziario totale.
Il nuovo terminal Molo VIII nella sua prima fase occuperà una superficie di circa 17 ettari (15 ha a terra e 2 ha di nuovo molo) e avrà una capacità iniziale di movimentazione stimata in 450.000 TEU/anno, grazie a infrastrutture e tecnologie portuali di ultima generazione. A regime, completando le fasi successive di espansione, il polo logistico potrà raggiungere una capacità fino a 1,6 milioni di TEU/anno, diventando il terminal container più innovativo dell’Adriatico. La riorganizzazione complessiva dell’area di Servola e la realizzazione delle opere collegate (terminal, bonifiche, infrastrutture ferroviarie/stradali) è un processo a lungo termine: già nel 2024 si stimava una durata di almeno dieci anni. Alla fine del 2025 il cronoprogramma definitivo è in via di definizione alla luce degli adeguamenti progettuali, ma la volontà istituzionale è di procedere speditamente per rendere operativo il terminal entro la fine del decennio.
Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porti di Trieste e Monfalcone;
I.CO.P. S.p.A.;
Parisi Francesco S.p.A.;
Interporto di Bologna S.p.A.
Area ex Ferriera di Servola e futuro Molo VIII: Nel 2025 si sono registrati sviluppi significativi nella riconversione dell’area Servola. Ad aprile 2025 l’AdSP ha annullato la maxi-gara da 170 milioni di euro (bandita a fine 2024) per le opere a terra di Servola, a causa dei tempi ristretti imposti dai fondi PNC. La gara – relativa alla progettazione esecutiva e ai lavori di infrastrutturazione dell’area ex Ferriera, destinata a collegare il futuro Molo VIII alla rete terrestre – è stata annullata in autotutela per evitare complicazioni contrattuali legate alla scadenza PNRR di fine 2026. Come spiegato dal Commissario straordinario Vittorio Torbianelli (AdSP), l’ente ha deciso di “spacchettare” l’intervento in 9 lotti, utilizzando per quanti più lotti possibile i fondi disponibili e rinviando i restanti a finanziamenti futuri. Tale scelta, concordata col MIT, mira a minimizzare i rischi di definanziamento in corso d’opera e contenziosi, mantenendo invariata la volontà di realizzare l’opera. In parallelo, proseguono le attività di messa in sicurezza permanente dell’area ex Ferriera: entro novembre 2025 è stato completato lo smantellamento del “nasone”, il grande cumulo di circa 100.000 m³ di rifiuti industriali che dominava la zona. I detriti opportunamente trattati sono stati riutilizzati come materiale di base per la futura piattaforma logistica del Molo VIII. Questo risultato – presentato il 21 novembre 2025 dalla Regione FVG e dalla società Logistica Giuliana – viene portato ad esempio di collaborazione pubblico-privato in tempi record, segnando una svolta nella riqualificazione del sito industriale. L’area bonificata, estesa circa 56 ettari, è ora pronta per le successive opere civili. Sempre nel 2025 si è svolto il Dibattito Pubblico previsto per legge sulle opere del Molo VIII: dal 23 giugno 2025 per 120 giorni sono stati organizzati incontri e raccolte osservazioni sul progetto, il primo caso di dibattito pubblico in Friuli-Venezia Giulia. Il progetto, illustrato dall’AdSP e dai partner privati in conferenza stampa alla Torre del Lloyd, prevede un investimento aggiornato di 315,8 milioni (206,8 mln pubblici MIT-MEF e 109 mln privati) e la realizzazione della Fase 1 del terminal container su 17 ettari. Durante il dibattito è stato confermato che il nuovo terminal adotterà infrastrutture d’avanguardia e che il governo ha ribadito il sostegno finanziario all’opera strategica. Concluse le consultazioni pubbliche (settembre 2025) e in attesa delle ultime autorizzazioni ministeriali, i prossimi step per l’Hub portuale di Trieste saranno la pubblicazione dei nuovi bandi di gara suddivisi in lotti – come annunciato dall’AdSP – e l’avvio dei lavori infrastrutturali già finanziati. La tempistica finale per il completamento del Molo VIII è in fase di aggiornamento: l’obiettivo, indicato anche dal Commissario Gurrieri in giugno, è di cambiare il volto dello scalo entro pochi anni, con effetti positivi su traffici e occupazione
Ammodernamento del terminal Molo VII: Proseguono nel 2025 i lavori di adeguamento infrastrutturale e funzionale del terminal container esistente (Molo VII). Avviato nel 2024 con un investimento di circa 100,5 milioni di euro (finanziato dal Fondo PNC), il cantiere ha introdotto soluzioni per risanare le strutture portanti subacquee del molo (tramite robot per il ripristino del calcestruzzo sommerso) e per rinnovare le superfici operative in banchina. Nel corso del 2025 si è completata la progettazione esecutiva e sono state effettuate le prime lavorazioni, inclusa la ripavimentazione a settori concordata con il concessionario Trieste Marine Terminal per garantire la continuità delle operazioni. Secondo il raggruppamento di imprese esecutrici (Icop, Vianini, RCM), le opere principali sono partite nell’estate 2025 e procedono in linea con il cronoprogramma PNRR. La conclusione dei lavori è prevista entro il 30 giugno 2026, termine fissato per usufruire dei fondi. Tra i benefici attesi vi è l’aumento dell’efficienza del terminal, grazie a un nuovo impianto elettrico, migliore gestione delle acque meteoriche e una capacità di ormeggio ampliata (il Molo VII era già stato prolungato di +100 m negli anni scorsi). Non risultano aggiornamenti sostanziali nel 2025 sulle caratteristiche progettuali rispetto a quanto riportato nel 2024; l’intervento è in corso e verrà completato entro la scadenza prevista, rafforzando l’operatività del porto senza interrompere le attività correnti.
Zona Noghere e terminal Adria Port (progetto ungherese): Continua lo sviluppo del nuovo terminal logistico nell’area di Valle delle Noghere (Comune di Muggia), frutto dell’investimento del governo ungherese (Adria Port). In quest’area, adiacente all’ex raffineria Aquila, è prevista la realizzazione di un terminal multipurpose rivolto soprattutto a traffici Ro-Ro e project cargo (rotabili e carichi speciali) con una superficie di 320.000 m² e banchine per complessivi 700 metri di accosto (fondali -13 m). L’Autorità Portuale di Trieste, con finanziamento PNC (~45 milioni €), ha incarico di costruire la banchina di attracco parziale del nuovo terminal Noghere (circa 250 m iniziali) e di eseguire i dragaggi del canale di accesso. I lavori preparatori del sito sono iniziati tra fine 2024 e inizio 2025: nel dicembre 2024 il cantiere è stato impostato con l’arrivo dei materiali e l’allestimento delle aree, alla presenza dei vertici Adria Port e del Commissario Torbianelli. La costruzione della banchina è formalmente partita il 2 settembre 2024 e proseguita per tutto il 2025; inizialmente l’ultimazione della banchina era prevista entro dicembre 2025, ma alcune fasi (es. dragaggi) si protrarranno nel 2026. Il nuovo amministratore delegato di Aquila Srl (società locale controllata da Adria Port Zrt), Jens Peder Nielsen, ha dichiarato a maggio 2025 che “l’Authority sta costruendo la banchina e facendo i dragaggi”, con completamento atteso nel 2026. Nel frattempo, Adria Port ha ottenuto le necessarie autorizzazioni ambientali dal Ministero dell’Ambiente entro l’estate 2025, sbloccando definitivamente il progetto. L’obiettivo è rendere il terminal parzialmente operativo nel 2028, inizialmente con traffici multi-purpose privilegiando rotabili e merci eccezionali piuttosto che container. Entro quella data dovranno essere completate anche le opere a carico ungherese (piazzali, magazzini, collegamenti ferroviari verso la stazione di Aquilinia, ecc.). Secondo le stime del progetto approvato dall’AdSP, il terminal Noghere a regime potrà generare un traffico aggiuntivo pari a 300.000 TEU equivalenti/anno (considerando i rotabili convertiti in TEU) con circa 2.500 treni/anno di movimentazione ferroviaria, rafforzando l’intermodalità dello scalo giuliano.
Elettrificazione delle banchine (cold ironing) e Smart Grid di porto: Trieste sta accelerando sulla riduzione delle emissioni portuali tramite l’elettrificazione delle banchine e il potenziamento della rete elettrica. Nel 2025 sono in avanzata fase di realizzazione i progetti Green Ports finanziati dal PNRR per il cold ironing, che prevedono impianti di alimentazione elettrica a terra per navi da crociera, traghetti e portacontainer. In particolare, sono interessati: il Molo Bersaglieri (Stazione Marittima, ormeggio crociere), il Molo VII (terminal container) e l’area Molo V – Riva Traiana (terminal traghetti Ro-Ro). I lavori, affidati nel 2023 a un raggruppamento guidato da Nidec ASI, hanno visto l’installazione di sistemi shore-to-ship capaci di fornire potenze fino a 11 kV / 3,5 MVA sul Molo V e 6,6 kV / 7,5 MVA lungo tutto il Molo VII. La messa in opera degli impianti è prevista entro il 2024 per Molo V e VII, mentre per il Molo Bersaglieri (altro appalto da ~10 milioni € PNC) si puntava a completare almeno il 50% dei lavori entro fine 2024. Nel corso del 2025 questi interventi di cold ironing sono giunti prossimi al completamento fisico, ma l’entrata in funzione effettiva dipende dal potenziamento della rete elettrica urbana: a tale scopo è in corso il progetto Smart Grid coordinato da AcegasApsAmga (Gruppo Hera), del valore di 28 milioni € cofinanziato dal PNRR. Come riportato da Il Piccolo (25 ottobre 2025), questa infrastruttura digitale permetterà a Trieste di raddoppiare la potenza elettrica disponibile entro giugno 2026, passando a circa 350 MW per far fronte alla domanda delle grandi navi ormeggiate e dell’espansione logistica. Il progetto Smart Grid 1 (Trieste) sarà completato a metà 2026, con circa 18 milioni di fondi PNRR investiti nel potenziamento e digitalizzazione delle cabine elettriche di connessione porto-città. In parallelo, l’AdSP MAO ha stanziato 60 milioni di euro per l’insieme degli interventi di elettrificazione portuale, rendendo Trieste uno degli scali più sostenibili del Mediterraneo. Dal 2026, quindi, le navi da crociera ormeggiate potranno spegnere i generatori di bordo e collegarsi direttamente alla rete terrestre, abbattendo emissioni di CO₂, NOx, polveri e rumore in città. Al 2025, non risultano variazioni negative: i cantieri di cold ironing procedono (nessun ritardo segnalato rispetto alle scadenze PNRR) e l’attivazione degli impianti avverrà non appena completata la nuova rete elettrica portuale entro i tempi programmati. Inoltre, sono in corso anche altri progetti green: l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici portuali di Trieste e Monfalcone (2,12 mln € e 0,72 mln € finanziati PNRR) è in fase di progettazione definitiva, così come diversi interventi di efficientamento energetico del patrimonio AdSP (riqualificazione energetica di edifici storici, nuovi sistemi di illuminazione LED, infrastrutture di ricarica per mezzi elettrici). Su queste ultime componenti non si registrano aggiornamenti sostanziali nel 2025 rispetto al 2024: le gare sono in corso di aggiudicazione o progettazione e i lavori verranno eseguiti entro la scadenza del Piano (2026).
E' disponibile una stima del costo dei singoli interventi (vedi sezione "Stato Progettazione"), ma non dell'intera opera.
L’intervento sulla Ferriera di Servola, il più ambizioso e oneroso, ha subito rallentamenti a causa della complessità delle pratiche autorizzative e della necessità di coordinare molti enti coinvolti (Ministeri, enti locali, ARPA, ecc.). Questo iter, pur accelerato dalle procedure speciali PNRR, ha richiesto integrazioni e revisioni progettuali, facendo slittare di alcuni mesi l’approvazione definitiva. Inoltre, anche il partenariato pubblico-privato per la costruzione del primo lotto del Molo VIII ha dovuto attendere tali autorizzazioni, risultando vincolato all’avanzamento del progetto Servola. Il Governo nazionale ha comunque mostrato attenzione al problema, predisponendo una deroga ai tempi di conclusione per le opere finanziate dal Fondo Complementare, scongiurando così il rischio di perdita dei fondi in caso di sforamento dei termini.
Inoltre, il progetto coinvolge partner privati e accordi complessi: la permuta di aree con il gruppo Arvedi e la sinergia con l’investimento ungherese Adria Port richiedono un preciso coordinamento tra opere pubbliche e iniziative private. Infine, la prolungata vacanza della governance portuale ha rappresentato un’ulteriore difficoltà nel mantenere lo slancio decisionale.
Le aree interessate dal progetto presentano pesanti eredità di inquinamento industriale, con terreni e falde da bonificare dopo decenni di attività siderurgiche e chimiche. Gli interventi di risanamento ambientale sono stati pianificati ma richiederanno un’attenta gestione tecnica e amministrativa