Il Porto di Ravenna è il principale dell'Emilia-Romagna e si caratterizza come leader in Italia per quanto riguarda gli scambi commerciali con i mercati del Mediterraneo orientale e del Mar Nero. L'obiettivo dei lavori è lo sviluppo del porto in relazione alla necessità di adeguarsi alla crescita, in corso ed attesa, del traffico dei vettori marittimi. Lo scopo è anche quello di garantire un più elevato livello di sicurezza della navigazione.
Grazie a questo progetto il Porto di Ravenna potrà disporre di nuove aree per l’insediamento di attività produttive e logistiche, che arricchiranno, con nuovi servizi, la catena del valore prodotto dal porto. Tali aree, per una superficie complessiva di 200 ettari, saranno direttamente collegate alle banchine, ai nuovi scali ferroviari merci e al sistema autostradale, rappresentando così un unicum nel panorama della portualità nazionale.
In particolare, Il progetto si suddivide in 2 interventi:
Intervento I Fase: 1° e 2° stralcio;
Intervento II Fase: 3° e 4° stralcio.
Intervento I Fase è caratterizzato dai seguenti interventi:
Approfondimento dei fondali a -13,50 m del canale marino e dell'avamporto e approfondimento del Canale Candiano a -12,50 m fino alla Darsena San Vitale, con il dragaggio di oltre 4.700.000 m2 di materiale;
Realizzazione di una nuova banchina, della lunghezza di oltre 1.000 m, destinata a terminal container sul lato destro del Canale Candiano in Penisola Trattaroli, che sarà raggiunta dalla linea ferroviaria;
Adeguamento strutturale alla normativa antisismica ed ai nuovi fondali di oltre 2.500 m di banchine esistenti;
Approfondimento dei fondali di ulteriori banchine (già adeguate) per uno sviluppo lineare di oltre 4.000 m;
Realizzazione di nuove piattaforme logistiche urbanizzate ed attrezzate in area portuale per circa 200 ettari utilizzando parte del materiale di risulta dei dragaggi opportunamente trattato.
L’intervento II fase prevede:
l'impianto di trattamento dei materiali risultanti dall'escavo;
l'approfondimento dei fondali sino al livello di 14,5 metri per le grandi navi e le navi container;
l'ammodernamento delle banchine.
La seconda fase del progetto ha ottenuto un finanziamento tramite PNRR di 130 milioni. Complessivamente, l'Autorità di Sistema Portuale di Ravenna ha colto l'opportunità rappresentata dalla possibilità di attingere ai finanziamenti del PNRR e del PNC candidando molti progetti legati al futuro sviluppo infrastrutturale, logistico ed energetico dello scalo: nello specifico per l'approfondimento dei canali Candiano e Baiona e la realizzazione di una stazione di cold ironing per il terminal crociere e progetto "Zero immissioni" si tratta di 184.000.000 euro.
Il soggetto titolare è l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale
Nel 2025 si registrano avanzamenti significativi del progetto Hub Portuale di Ravenna. La prima fase dei lavori risulta sostanzialmente conclusa e operativa; nel corso del 2025 il progetto è quindi entrato nella seconda fase esecutiva, con l’avvio delle attività finalizzate all’approfondimento progressivo dei fondali fino a –14,5 metri e alla realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali di dragaggio. Il cantiere dell’impianto è in corso e rappresenta un passaggio centrale per la gestione sostenibile dei sedimenti escavati, consentendone il recupero e il riutilizzo all’interno del sistema portuale.
Il cronoprogramma del progetto nel 2025 resta allineato all’orizzonte del 2026, in coerenza con le scadenze previste dal PNRR. È confermato l’obiettivo di completare gli escavi e rendere operativo l’impianto di trattamento entro la metà del 2026; nel corso del 2025 non risultano comunicazioni ufficiali di slittamenti delle tempistiche previste. Le autorità competenti hanno ribadito il carattere stringente del calendario dei lavori, data la complessità tecnica degli interventi e il vincolo temporale dei finanziamenti.
Parallelamente all’avanzamento dei cantieri principali, nel 2025 sono stati avviati e programmati interventi complementari a supporto della piena funzionalità dell’Hub portuale. Sul lato mare, sono stati innalzati i limiti di pescaggio consentiti alle navi in ingresso, grazie ai progressi nei dragaggi e nei consolidamenti delle banchine, migliorando già nel breve periodo la competitività dello scalo. Sul lato terra, proseguono le iniziative per il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali retroportuali, anche in sinergia con la Zona Logistica Semplificata regionale. Nel 2025 era attesa la partenza dei lavori per il nuovo ponte ferroviario Teodorico, infrastruttura strategica per l’accesso al porto, insieme all’attuazione delle previsioni urbanistiche per il rafforzamento dello scalo merci di Sinistra Candiano e al miglioramento della viabilità stradale di adduzione.
Nel corso del 2025 avanzano inoltre i lavori per il nuovo Terminal Crociere di Porto Corsini, avviati a fine 2024. La costruzione della stazione marittima entra nella fase operativa, con l’obiettivo confermato di completare l’opera entro la primavera 2026.
Il costo previsto per il progetto al 31 Agosto 2024 è pari a 503,340 milioni di euro e l’ammontare di tali risorse risulta essere interamente disponibile.
il progetto per l'importanza quale investimento strategico per la rete logistica europea, ha ottenuto nel 2017 un contributo dall'Unione Europea di 37 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 60 milioni già stanziati dal CIPE, ai 120 derivanti da un mutuo della Banca Europea degli Investimenti ed a risorse proprie dell'Autorità di Sistema Portuale, e ai 286,340 milioni di euro derivanti da altri fondi pubblici e interventi complementari.
Nel 2025 la principale criticità tecnico-operativa riguarda il rispetto dei tempi della seconda fase, caratterizzata da interventi complessi di escavo finale e attivazione dell’impianto di trattamento dei fanghi, da completare entro il 2026 in coerenza con le scadenze PNRR. Il cronoprogramma risulta confermato ma privo di margini di slittamento.
Sul piano tecnico, nel corso del 2025 sono stati affrontati gli adeguamenti necessari su alcune banchine esistenti, che avevano inizialmente limitato il pieno utilizzo dei nuovi fondali. A seguito di collaudi e interventi correttivi, i limiti di pescaggio sono stati in parte ripristinati, indicando una progressiva risoluzione delle criticità tecniche emerse a fine prima fase.