Il progetto riguarda l’ampliamento alla terza corsia dell’autostrada A4 nel tratto compreso tra Quarto d’Altino (VE) e Villesse (GO), una delle arterie strategiche per il traffico est-ovest del Nord Italia e parte integrante del Corridoio europeo Mediterraneo. Il tracciato interessa circa 95 chilometri distribuiti tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia e collega importanti snodi logistici e industriali, attraversando un territorio pianeggiante e altamente trafficato.
L’opera ha l’obiettivo di potenziare la capacità infrastrutturale della A4 in risposta alla crescente domanda di mobilità passeggeri e merci, migliorando al contempo la sicurezza e la fluidità della circolazione. Gli interventi prevedono anche la riqualificazione dei principali svincoli (tra cui Portogruaro e Palmanova), l’adeguamento di numerosi cavalcavia, la realizzazione di nuovi caselli e opere complementari su sottoservizi e viabilità interferente.
Il tracciato è suddiviso in quattro lotti principali. I tratti Quarto d’Altino–San Donà di Piave (lotto 1), Alvisopoli–Gonars (lotto 3) e Gonars–Villesse (lotto 4) sono stati completati e messi in esercizio negli anni passati. Il secondo lotto, da San Donà di Piave ad Alvisopoli, è in corso di realizzazione: il sub-lotto Portogruaro–Alvisopoli è stato aperto al traffico nel 2024, mentre i segmenti da San Donà a Portogruaro sono entrati nella fase esecutiva nel 2025.
Responsabile della realizzazione dell’opera è la Società Autostrade Alto Adriatico S.p.A., società pubblica partecipata da Regione Friuli-Venezia Giulia (67%) e Regione Veneto (33%), titolare della concessione trentennale sull’intera tratta Venezia–Trieste e su altre direttrici regionali (A23, A28, tangenziale di Mestre, A34).
L'intervento è incluso tra le opere strategiche con gestione commissariale straordinaria, affidata al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia. A oggi, il valore complessivo dell'opera supera i 2 miliardi di euro, con un apporto statale di 160 milioni e copertura prevalente tramite risorse della concessionaria.
Durante l’anno 2024 sono stati conseguiti importanti avanzamenti, consolidati nel 2025. In particolare, da ottobre 2024 l’autostrada A4 è percorribile su tre corsie continue dal nodo di Palmanova fino all’uscita di Portogruaro (circa 40 km). Ciò ha eliminato uno dei principali colli di bottiglia lungo la Venezia-Trieste, lasciando come unico tratto a due corsie la sezione di ~25 km tra San Donà di Piave e Portogruaro. Proprio su questo tratto veneto si è concentrata l’attenzione nel 2025: sono proseguiti i cantieri per spostare i sottoservizi e rifare i cavalcavia interferenti, con lavori notturni e temporanee chiusure mirate dell’autostrada (es. demolizione di due cavalcavia a Cessalto nel settembre e novembre 2024, seguita dall’avvio della ricostruzione). Tali interventi preparatori procedono secondo programma e, a fine 2025, risultano in corso senza particolari intoppi, con l’obiettivo di terminarli entro la metà del 2026. Un traguardo cruciale è stato raggiunto il 6 agosto 2025, quando è stato sottoscritto il contratto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di ampliamento nel tratto San Donà – Portogruaro. L’appalto, del valore di 870 milioni di euro, è stato aggiudicato al Consorzio Eteria (imprese Vianini Lavori, Itinera, I.CO.P.) e rappresenta l’intervento cardine per completare la terza corsia dell’A4 nel Veneto orientale. La firma è avvenuta a Trieste, alla presenza del Commissario delegato (nonché Presidente del FVG) Massimiliano Fedriga e di rappresentanti delle Regioni FVG e Veneto e di Autostrade Alto Adriatico. Contestualmente è stato confermato il cronoprogramma: circa un anno per redigere il progetto esecutivo e ottenere le autorizzazioni, con avvio dei cantieri entro la fine del 2026. I lavori di costruzione saranno particolarmente impegnativi (previste demolizione e ricostruzione di quasi 80 opere d’arte lungo 25 km) e si svolgeranno mantenendo l’autostrada sempre aperta al traffico, salvo brevi chiusure. A seguito degli sviluppi sopra descritti, la data di fine lavori prevista per l’intera opera è stata rivista. Nel rapporto OTI 2023 l’obiettivo di completamento era indicato al 2026 (sulla base delle stime allora fornite). Alla luce del nuovo appalto, invece, il commissario Fedriga ha dichiarato che i lavori sull’ultimo tratto richiederanno poco più di 5 anni una volta avviati. Di conseguenza, il termine del progetto è ora atteso attorno al 2031. Questo nuovo orizzonte temporale (2030-2031) tiene conto dei tempi di progettazione esecutiva fino al 2026, dell’esecuzione delle opere principali tra 2027 e 2031 e di eventuali collaudi finali. I prossimi step nel breve periodo prevedono, quindi, la prosecuzione della progettazione esecutiva nel 2025-2026, l’avanzamento dei cantieri dei cavalcavia già in corso, e la successiva apertura dei cantieri autostradali a fine 2026 sul tronco San Donà-Portogruaro. Non sono invece ancora calendarizzati gli interventi per l’allargamento del tratto finale Palmanova–Villesse, che rimane fuori dal perimetro dell’appalto 2025 e sarà verosimilmente affrontato in un secondo momento (nessun aggiornamento specifico al riguardo nel 2025).
1.545,655 milioni
Enti finanziatori:
Non risultano criticità di consenso locale in quanto l’opera è considerata strategica e attesa sia dalle istituzioni sia dalle comunità locali, che da anni ne sollecitano l’accelerazione per motivi di sicurezza stradale e sviluppo economico (si ricordano ad esempio gli appelli del 2022 da parte dei sindaci del Veneto Orientale e del Patriarca di Venezia per sbloccare la situazione). Le criticità principali restano legate alla complessità delle operazioni di finanziamento ed esproprio e alla complessità tecnica dell’opera.
La lunghezza dell’iter attuativo è uno dei punti critici sottolineati nel 2025. L’opera fu programmata come strategica già nel 2001 e commissariata dal 2008, ma il suo completamento è oggi stimato non prima del 2031, cioè circa 30 anni dopo l’inserimento nei piani infrastrutturali. Questo ritardo accumulato è dovuto a vari fattori: iter autorizzativi protratti, necessità di rifinanziamenti e revisioni progettuali, oltre alle già citate complicazioni tecniche. Sebbene nel 2021 il progetto sia entrato tra le opere commissariate con poteri speciali per accelerarne l’attuazione, e nonostante l’impegno delle strutture commissariali e delle regioni coinvolte, i tempi di realizzazione restano molto dilatati.
La realizzazione della terza corsia A4 è finanziata in larghissima parte con risorse proprie del concessionario Autostrade Alto Adriatico (capitale pubblico regionale). Il contributo statale diretto è limitato a 160 milioni di euro su oltre 2 miliardi di costo complessivo. Questa ridotta copertura finanziaria statale rappresenta una criticità, poiché ha richiesto complesse operazioni di migrazione dei mutui e di equilibrio economico-finanziario nella transizione dalla gestione Autovie Venete alla nuova società in-house (operazione conclusa nel 2023). Tuttavia, al 2025 non si segnalano carenze di finanziamento tali da rallentare i cantieri: le risorse necessarie risultano stanziate o reperite, e il nuovo appalto è stato aggiudicato.
La gestione dei numerosi espropri e lo spostamento dei sottoservizi interferenti (acquedotti, gasdotti, elettrodotti, ecc.) rappresentano da sempre un elemento critico. Per il solo secondo lotto veneto sono necessari 675 espropri, con centinaia di pratiche amministrative e cantieri per deviare le infrastrutture esistenti (dato invariato rispetto al 2024). Ciò comporta tempistiche lunghe e coordinamento complesso tra enti, ma nel 2025 tali attività procedono senza nuovi ostacoli di rilievo rispetto all’anno precedente.
La conformazione del tratto impone interventi ingegneristici di grande portata, che prolungano i tempi di realizzazione. In particolare, nell’ultimo segmento San Donà–Portogruaro è necessario innalzare il piano autostradale di circa 4 metri in alcuni punti per rispettare le norme idrauliche, oltre a demolire e ricostruire decine di opere d’arte (ponti, sottopassi, cavalcavia). Tali sfide costruttive – già emerse negli scorsi anni sul vicino tratto Alvisopoli-Portogruaro – comportano lavorazioni complesse e costose, con inevitabili rallentamenti nel cronoprogramma (criticità già evidenziata nel 2024).